I segreti di Wind River: Taylor Sheridan fa di nuovo centro

Mi rendo conto che sia un po’ presto per sbilanciarsi in affermazioni audaci come questa, ma I segreti di Wind River potrebbe tranquillamente essere il mio film preferito di quest’anno (sebbene, tecnicamente, si tratti di un’uscita del 2017, arrivata solo ora con imperdonabile ritardo nelle sale italiane). Taylor Sheridan, l’acclamato autore di Sicario e Hell or High Water, non si è occupato soltanto di scrivere un’eccellente sceneggiatura, ma ha preso anche in mano le redini della regia con risultati altrettanto mirabili.

In questo avvincente thriller, Cory Lambert (Jeremy Renner, The Hurt Locker), agente di controllo della fauna selvatica nella riserva indiana di Wind River nel Wyoming, si imbatte nel cadavere di una giovane donna probabilmente assassinata e abbandonata nella neve. L’agente dell’FBI Jane Banner (Elizabeth Olsen, Captain America: Civil War) viene inviata sul posto ad indagare.

Sheridan si consacra autentico maestro del genere thriller. Come in Sicario, anche in questa sua ultima opera la tensione non è costruita bensì un elemento onnipresente, dalla scena di apertura fino allo scorrere dei titoli di coda. La trama si dipana con un attento dosaggio di rivelazioni, tenendo lo spettatore sulle spine con la consapevolezza di quanto il pericolo e la violenza siano sempre in agguato, pronti ad esplodere da un momento all’altro. E quando ciò avviene, le sequenze d’azione colpiscono come un pugno allo stomaco con il loro brutale realismo e il ritmo serrato. Una delle maggiori abilità di Sheridan sembra proprio quella paradossale di creare momenti spettacolari di puro cinema da situazioni estremamente aderenti alla realtà, senza pretendere dal pubblico un’effettiva sospensione dell’incredulità per poterne godere appieno.

Jeremy Renner e Elizabeth Olsen, da troppi anni ingabbiati in ruoli monodimensionali e secondari all’interno di cinecomics Marvel e blockbuster action, hanno finalmente modo di dare prova del loro vero talento confrontandosi con ruoli magnificamente complessi e sfaccettati. Renner consegna allo schermo quella che potrebbe essere ad oggi la sua migliore interpretazione, mentre la Olsen sfrutta l’occasione offertale da un altro dei tanti pregi dello Sheridan sceneggiatore: quello di saper dare vita con la sua penna a donne tenaci che non rinnegano le proprie vulnerabilità e libere di esprimere la loro forza senza doversi uniformare a modelli maschili di eroismo. Jane Banner ha molto in comune con la Kate Macer di Emily Blunt in Sicario, anche lei un’agente federale, anche lei un’outsider catapultata in un mondo chiuso in cui vigono regole a sé stanti che fatica a comprendere.

Toccando temi di rilevanza umana e sociale quali l’isolamento, l’emarginazione e l’elaborazione del lutto, I segreti di Wind River è più di un semplice crime thriller dall’intreccio ben strutturato. E’ un film con la effe maiuscola.

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