Jennifer seduce, ma Red Sparrow non spicca il volo

A tre anni di distanza dalla loro ultima collaborazione (Hunger Games: Il canto della rivolta), i due Lawrence – Jennifer la star e Francis il regista, nessun legame di parentela a dispetto dello stesso cognome – si riuniscono ancora una volta per Red Sparrow, spy story basata sul romanzo dell’ex agente CIA Jason Matthews. JLaw (s)veste i panni di Dominika Egorova, prima ballerina rimasta vittima di un grave infortunio che per provvedere alla madre disabile accetta di lavorare per i servizi d’intelligence russi, venendo reclutata nel famigerato programma sparrow e addestrata all’uso del proprio corpo come arma di seduzione. La sua prima missione sarà quella di carpire un importante segreto da un agente americano (Joel Edgerton, Il grande Gatsby).

Con un budget di 69 milioni di dollari, sulla carta a Red Sparrow non manca nessuno degli ingredienti per un film di spionaggio ben riuscito, eccezion fatta per il più fondamentale: un intreccio avvincente. Il prodotto è visivamente ben curato, e arricchito da un cast d’eccezione fra cui spiccano nomi illustri quali Charlotte Rampling, Jeremy Irons e Matthias Schoenaerts (The Danish Girl). Ciononostante, lo spazio riservato agli aspetti più pruriginosi della storia e alla rappresentazione grafica di violenze e sevizie di varia natura tradisce una certa consapevolezza delle carenze della sceneggiatura, alle quali lo shock value da solo non è in grado di rimediare. La raffica di colpi di scena degli ultimi 20 minuti sopraggiunge troppo tardi e riscuote solo parzialmente il pubblico in sala dal torpore in cui è inesorabilmente scivolato nel corso delle due ore antecedenti.

Ulteriore perplessità desta, considerato il contesto contemporaneo in cui è ambientata la vicenda, la contrapposizione fra la fazione russa, popolata quasi interamente di personaggi corrotti e spietati, e quella americana, animata da nobili intenti e senso di giustizia. Questo tipo di banalizzazione fumettistica può funzionare in film più autoironici e capaci di prendersi meno sul serio, ma nel caso di Red Sparrow è difficile non storcere il naso.

Ammirevole ma degno di miglior causa l’impegno di Jennifer Lawrence, che pochi mesi or sono aveva già dato prova del suo coraggio d’interprete in Madre! di Darren Aronofsky. Sfortunatamente per esigenze di trama la sua performance, pur non priva di sfumature, rimane ingabbiata in una fredda moderazione che non rende giustizia al talento di cui certo non è sprovvista.

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