Ingrid Goes West, miglior film d’esordio agli Spirit Awards

Alla trentatreesima edizione dei Film Independent Spirit Awards, il prestigioso premio per Best First Feature cioè per il miglior film d’esordio è stato conquistato da Ingrid Goes West, la dramedy diretta da Matt Spicer e attualmente purtroppo ancora inedita in Italia (ma reperibile su DVD e Bluray dai mercati britannico e tedesco, se conoscete la lingua inglese).

Protagonista della pellicola è la Ingrid del titolo (Aubrey Plaza, Parks and Recreation), una giovane donna da poco rimasta orfana di madre e letteralmente malata di Instagram, il cui utilizzo da parte sua sconfina in veri e propri atti di stalking. Quando si imbatte nel profilo di Taylor (Elizabeth Olsen, Captain America: Civil War), celebre influencer con centinaia di migliaia di follower, decide di trasferirsi a Los Angeles per avvicinare la sua nuova “vittima”.

L’isolamento e il deterioramento delle interazioni reali determinati dall’avvento dell’era dei social non costituisce un tema nuovo per il cinema, tuttavia l’opera prima di Spicer (nominato anche per la miglior sceneggiatura esordiente, stesa assieme a David Branson Smith) si presenta permeata da uno humor nero originale e irresistibile, rivelandosi una fonte di riflessione nonché di una comicità amara, mista ad un senso di profonda tristezza e desolazione.

Le menzogne e gli inganni che Ingrid intesse nel suo disperato bisogno di mantenere un contatto umano non sono assai differenti nella sostanza dall’immagine falsata o interamente fasulla proiettata attraverso i filtri e l’attenta selezione degli scatti di un profilo Instagram. Che i social siano un palliativo per colmare un vuoto affettivo o più semplicemente un mezzo per soddisfare il proprio narcisismo, il risultato sembra essere lo stesso tipo di allontanamento dalla realtà e dal proprio vero io.

Dopo essere apparsa nell’acclamata serie mutante Legion, Aubrey Plaza regala un’ulteriore prova del suo sottostimato range d’attrice. Sboccata, manipolatrice e a tratti persino spaventosa nei suoi comportamenti maniacali, Ingrid è caratterizzata al contempo da una fragilità e un’umanità universali che a poco a poco conquistano l’empatia dello spettatore, fino a indurlo a desiderare per lei un lieto fine o quantomeno una vita d’uscita.
Degno di menzione anche l’efficace cast di contorno: Elizabeth Olsen (la Scarlet Witch degli Avengers nella saga Marvel, a fine marzo nelle sale con I segreti di Wind River), Wyatt Russell (Tutti vogliono qualcosa), O’Shea Jackson Jr. (Nella tana dei lupi) e Billy Magnussen (Il ponte delle spie).

Ottimo per i palati cinefili più inclini al gusto tipico delle commedie americane indipendenti, Ingrid Goes West è una piccola gemma nel suo genere.

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